Economia

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Quando nel 2000 finì il secondo mandato di Menem la disoccupazione toccava il 17%, più della metà delle industrie presenti sul territorio appartenevano a capitale estero e principalmente statunitense, il debito estero si aggirava attorno ai 250 mila milioni di dollari e le banche rischiavano il collasso, collasso che evitarono congelando i risparmi dei cittadini argentini che nel 2001 si riversarono nelle strade della capitale assaltando i supermercati e reclamando i loro risparmi.
Nel 2002 la moneta nazionale aveva perso qualsiasi valore reale, nel pieno disastro economico, l’Argentina, allo stremo, ebbe cinque presidenti in una settimana.

Nel 2003 con l’elezione di Nèstor Kirchner, attuale presidente in carica, la crisi politica ha trovato uno sbocco in un quadro democratico anche se i problemi della disoccupazione, della povertà e del debito estero continuano ad essere irrisolti e all’ordine del giorno.